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Allergie – Sbarazziamoci una volta per tutte delle allergie stagionali

  • Il 15-20% della popolazione soffre di allergia al polline.
  • Il 7% è costituito da adulti e, tra i bambini, il 7-15% soffre di asma allergica.
  • 15-25 anni: è la fascia di età nella quale compaiono generalmente le allergie stagionali, ma possono anche manifestarsi al di fuori di questo periodo. I bambini con un genitore che soffre di allergia hanno un rischio più elevato di esserne a loro volta affetti.
  • Soltanto il 4% delle persone allergiche ricorre al “vaccino”, rimborsato dall’assicurazione di base obbligatoria.

Non appena i primi pollini piroettano nell’aria, gli occhi che bruciano e il naso che cola non devono più essere una fatalità. Il vaccino e l’agopuntura danno ottimi risultati.

Le persone allergiche al polline possono presentare sintomi d’intensità molto variabile. Occhi rossi e naso che cola, per le forme più leggere; crisi d’asma che può richiedere persino un ricovero ospedaliero, per le forme più severe. In questi ultimi casi, il vaccino o, più precisamente, la desensibilizzazione, forniscono ottimi risultati, ma richiedono del tempo. Secondo Guillaume Buss, capo-clinica al Servizio di allergologia e immunologia del Centro ospedaliero universitario del Vaud (CHUV): «La desensibilizzazione è consigliata per le persone che presentano dei sintomi da moderati a severi di asma allergica o di rinocongiuntivite che non sono controllati efficacemente con la somministrazione di medicamenti.»

Il “vaccino”

I pazienti possono scegliere tra due metodi: desensibilizzazione sottocutanea o per via sublinguale. «La desensibilizzazione sottocutanea consiste nell’iniettare dosi crescenti di allergeni nella parte posteriore del braccio del paziente, allo scopo di indurre la tolleranza del sistema immunitario. Si somministra una dose settimanale per tre mesi, poi una dose al mese per il resto del trattamento. Quest’ultimo dura tre anni», precisa Guillaume Buss. Un metodo impegnativo, poiché costringe il paziente a recarsi regolarmente in ospedale.

«L’altra alternativa consiste nel prendere alcune gocce o delle compresse da fare sciogliere sotto la lingua tutti i giorni per tre anni. Il paziente comincia il trattamento prima della stagione dei pollini e lo prosegue nel corso della stagione.» Questa tecnica permette di evitare gli spostamenti in clinica, ma richiede un grande rigore. «È perfetto per i bambini che hanno paura degli aghi. I due metodi permettono di ridurre nettamente l’assunzione di antistaminici. Essi danno ottimi risultati, in particolare nelle persone che soffrono di mono-allergie.»

Sereina Maibach, consigliera al Centro Allergie Svizzera, deplora la scarsa popolarità del vaccino presso la popolazione: «Questa terapia è l’unica che permetta di trattare la causa del problema e ha un tasso di successo elevato. Eppure, soltanto il 4% delle persone affette da allergia vi fa ricorso.»

E l’agopuntura?

Chi non vuole ricevere dosi di allergeni, seppure sotto controllo medico, può orientarsi verso l’agopuntura. «Essa rinforza le difese dell’organismo. Con l’agopuntura, non si opera una desensibilizzazione, ma si lavora sul flusso delle energie che percorrono il corpo», spiega la dottoressa Anna Rosset, radioterapista oncologa e specialista di medicina tradizionale cinese. «La reazione eccessiva ai pollini può essere dovuta ad alcuni squilibri del flusso energetico che impediscono al corpo di lottare da solo contro queste aggressioni.»

Gli aghi permettono di ristabilire l’equilibrio. «In regola generale, quattro o cinque sedute durante il periodo autunnale e invernale sono sufficienti per lottare contro questo tipo di allergie. Si aggiungono poi alcune sedute al sopraggiungere dei primi pollini, da ripetere, eventualmente, per due o tre anni; ma talvolta i risultati sono visibili sin dal primo anno.» Secondo Anna Rosset, tre persone su quattro ottengono eccellenti risultati grazie a questo metodo. Contrariamente alle allergie alimentari, è molto difficile evitare il contatto con i pollini.

Fonte: www.planetesante.ch