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All Posts in Category: Attualità

Virus Zika: quali sono i rischi nelle nostre regioni?

Zika è un virus emergente trasmesso dalle zanzare, scoperto in Uganda nel 1947 in alcune scimmie rhesus. Nel 1952, è stato identificato nell’uomo, in Uganda e in Tanzania. Alcune epidemie di malattie dovute al virus Zika sono state recentemente riportate in Africa, America, Asia e nel Pacifico.

Nelle regioni tropicali, il virus Zika è trasmesso all’essere umano dalla puntura di una zanzara infetta. Quest’ultima può trasmettere anche dengue, chikungunya e febbre gialla.

Segni e sintomi

Non si conosce molto bene la durata di incubazione (il periodo che va dall’esposizione alla manifestazione dei sintomi), ma è probabilmente di qualche giorno. I sintomi includono febbre, eruzioni cutanee, congiuntivite, dolori muscolari e articolari, malessere generale e cefalea. Queste manifestazioni sono generalmente benigne e scompaiono in pochi giorni (fra due e sette). I soggetti colpiti devono riposarsi molto, bere a sufficienza e prendere farmaci che sono comunemente utilizzati contro il dolore e la febbre. In caso di aggravamento dei sintomi, occorre consultare un medico. Non esiste attualmente alcun vaccino, ma diversi laboratori farmaceutici hanno avviato ricerche in questo senso.

Complicazioni potenziali

Nel corso delle grandi ondate epidemiche in Polinesia francese nel 2013 e in Brasile nel 2015, le autorità sanitarie nazionali hanno segnalato delle potenziali complicazioni neurologiche e autoimmuni. Recentemente, in Brasile, le autorità sanitarie locali hanno osservato una recrudescenza di casi di sindrome di Guillain-Barré, in concomitanza con casi di infezione da virus Zika, nonché un aumento del numero di neonati affetti da microcefalia nel Nord-Est del paese.

Gli organismi che indagano sulle ondate epidemiche dovute al virus Zika hanno messo in evidenza un numero crescente di dati che mostrano un legame tra il virus e la microcefalia. Altre investigazioni sono comunque necessarie per poter comprendere la relazione tra la microcefalia dei neonati e questo virus. Inoltre, sono in corso alcuni studi per testare altre cause potenziali.

Raccomandazioni per i viaggiatori a destinazione dei paesi colpiti

  • Le donne incinte devono parlare del proprio progetto di viaggio con il loro referente sanitario (medico curante o ginecologo) e considerare la possibilità di posticipare il viaggio verso qualsiasi regione in cui siano state contratte localmente delle infezioni da virus Zika.
  • I viaggiatori che si recano in paesi tropicali di qualsiasi continente, e in particolare le donne in gravidanza, le persone affette da disfunzioni del sistema immunitario o altre malattie croniche, nonché i viaggiatori con bambini in tenera età, dovrebbero consultare un medico per informarsi su tutti i pericoli legati alle malattie tropicali.
  • I viaggiatori che si recano in un paese tropicale di qualsiasi continente dovrebbero informarsi sulla situazione epidemiologica della regione di destinazione, e proteggersi contro le punture di zanzare, all’aria aperta e anche negli spazi chiusi.
  • Alcune raccomandazioni fornite da medici specializzati in medicina tropicale in Svizzera sono disponibili sul sito safetravel.ch.

Fonti: www.who.int, www.bag.admin.ch

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La preparazione agli esami

Tra qualche giorno, per molti allievi e studenti avrà inizio un periodo particolarmente stressante: quello degli esami. Anche se non tutti affrontano queste prove allo stesso modo, è utile, anche per chi le abborda con più facilità, seguire qualche consiglio per ottenere il meritato successo. Eccoli riassunti in cinque punti principali.

Pianificazione

Fate un piano il più preciso possibile delle materie da ripassare. Ciò comporta diversi vantaggi. Innanzitutto è un elemento di motivazione perché consente di identificare precisamente lo stato
di avanzamento del ripasso. Inoltre, è un mezzo per organizzare al meglio il tempo per lo sport e i pasti e il tempo da passare con la famiglia o gli amici. Infine, se scegliete di lavorare in gruppo (o almeno in coppia), questa pianificazione è indispensabile.

Concentrazione

È il corollario della pianificazione. Utilizzate il tempo dedicato alla preparazione e al lavoro unicamente per questo scopo preciso. Quindi evitate Facebook, Twitter, gli SMS… e per farlo esiste una sola soluzione: spegnere lo smartphone! Potete introdurre delle pause ben pianificate per rispondere ai messaggi più urgenti.

Alimentazione

È un elemento essenziale perché l‘attività cerebrale intensa comporta un grande dispendio di energia. Per questo motivo, non bisogna mai saltare la colazione e i tre pasti principali devono
essere presi ad orari regolari per evitare la sensazione di fame. Privilegiate gli alimenti naturalmente ricchi di vitamine B (tuorli, spinaci, fave, cereali…) per le facoltà cognitive; gli alimenti
contenenti ferro e omega-3 (carne rossa, pesce grasso…) per la memoria; e il magnesio (banane, cioccolato fondente e frutta secca) per la concentrazione. In linea di principio, la frutta, ricca di vitamine, contiene anche fibre e favorisce il transito intestinale, talvolta disturbato nei periodi di grande stress. L‘utilizzo di integratori vitaminici può essere utile purché si eviti qualsiasi tipo di abuso; l‘organismo assimila solamente una quantità relativamente limitata di queste vitamine. Chiedete consiglio al vostro farmacista: alcune vitamine possono avere un effetto «booster», ma  evitate gli eccitanti. Infine, bevete regolarmente e a sufficienza, preferibilmente dell‘ acqua. Limitate le bevande eccitanti (bibite energetiche, caffè, tè nero…), l‘alcool e gli psicotropi.

Sport

Per liberarvi dalle tensioni, riuscire ad addormentarvi più facilmente e migliorare la concentrazione e il funzionamento generale dell‘organismo, praticate regolarmente il vostro sport preferito! Se lo sport non fa parte delle vostre attività abituali, anche una passeggiata a velocità sostenuta può andare bene.

Riposo

Secondo alcuni studi, si stima che il 20 % degli studenti soffra di disturbi del sonno. La mancanza di sonno riparatore è molto dannosa. Una buona pianificazione deve tenere in conto di questo fatto e bisogna smettere di ripassare dopo una certa ora. Anche il ritmo del sonno è importante. Evitate di alzarvi e di coricarvi a orari troppo variabili. Infine, la qualità del sonno può risentire di attività stimolanti effettuate poco prima di andare a dormire, come ad esempio la televisione, i videogiochi… Per facilitare il sonno, alcuni esercizi di respirazione possono essere d‘aiuto. Se possibile, evitate i sonniferi. Prima di un esame, potete ricorrere a metodi di respirazione o di rilassamento per ridurre lo stress.

Dieci trucchi e astuzie per una memoria al top

– Leggere, rileggere e ripassare regolarmente i corsi per meglio memorizzarli.
– Ripetere diverse volte gli stessi esercizi per memorizzare le procedure di risoluzione dei problemi.
– Coltivare le proprie strategie mentali di memorizzazione: visiva, uditiva (registrare la propria voce), cenestesica (camminare mentre si ripassa).
– Fissare dei periodi di tempo dedicati al lavoro e rispettarli.
– Una settimana prima degli esami, aumentare progressivamente il tempo di concentrazione fino a quando la durata
reale dell‘esame è raggiunta senza eccessiva fatica.
– Alternare sequenze di lavoro e di recupero.
– Praticare regolarmente uno sport all‘aperto (corsa o camminata, bicicletta…)
– Avere un buon sonno riparatore: dormire durante un numero costante di ore, addormentarsi e alzarsi alla stessa ora.
– Rinunciare al consumo di alcol e droghe.
– Evitare di ricorrere in maniera compulsiva a prodotti eccitanti (caffè, alcuni medicamenti).

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Una vera pista contro la malattia di Alzheimer?

Nel mondo, circa 45 milioni di pazienti ne soffrono e, secondo alcune previsioni, questo numero dovrebbe triplicare entro il 2050. Nonostante gli sforzi e gli investimenti considerevoli messi in atto da decenni per trovare una terapia che permetta di contenere la progressione di questa malattia, finora sono stati ottenuti pochi risultati probanti. Nello stesso periodo, la ricerca sulle malattie cardiovascolari e sul cancro ha fatto dei progressi notevoli.

 

Tuttavia, alcuni risultati incoraggianti pubblicati l‘estate scorsa autorizzano nuove speranze per la cura della malattia di Alzheimer. Una nuova categoria di molecole, gli anticorpi monoclonali, è oggetto di tre ricerche cliniche importanti, condotte da grandi laboratori farmaceutici tra cui lo svizzero Roche che collabora con AC Immune di Losanna. Nei pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer, all‘interno del cervello si formano degli aggregati (placche) di una proteina chiamata beta amiloide. Queste placche cerebrali furono scoperte nel 1906 dal Dr Alois Alzheimer che, in seguito a un‘autopsia, osservò delle macchie sospette nel cervello di una paziente defunta. Tali aggregati o placche possono bloccare la comunicazione tra le cellule cerebrali e condurre alla morte cellulare. Il sistema immunitario è incapace di eliminare queste cellule, perché non le riconosce. I nuovi farmaci attualmente in fase di test aiuteranno ad attaccare queste placche. Quando gli anticorpi si fisseranno agli aggregati, essi saranno riconosciuti dal sistema immunitario che potrà quindi eliminarli. Le ricerche cliniche sono entrate oggi nella terza fase (test su pazienti malati) e si stima che un farmaco potrebbe essere commercializzato nel corso dei prossimi cinque anni. Alcune ricerche su molecole dello stesso tipo entrano adesso in fase clinica per tentare di combattere la perdita di memoria, sintomo ben noto della malattia di Alzheimer. Il sogno più grande resta quello di un vaccino che eviti la comparsa della malattia, ma per ora non è ancora d‘attualità.

I sette stadi della malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer si sviluppa e progredisce con il passare del tempo. Gli esperti hanno definito una serie di “stadi” per descrivere i cambiamenti osservati in una persona colpita dalla malattia di Alzheimer, fino a uno stadio avanzato.

Gli stadi descritti qui di seguito danno un‘idea generale della maniera in cui le capacità di una persona si degradano nel corso della malattia. I sintomi e l‘evoluzione della malattia di Alzheimer possono variare considerevolmente da un individuo all‘altro.

Stadio 1: Nessuna deficienza (funzioni normali)

La persona non presenta nessun disturbo della memoria. Nel corso di un colloquio con un professionista sanitario, non si riscontra alcun sintomo di demenza.

Stadio 2: Deficit cognitivo molto leggero (che può essere legato all‘età o ai primi segni della malattia di Alzheimer)

A volte, la persona ha l’impressione di avere dei vuoti di memoria, di dimenticare delle parole comuni o il posto dove si trovano alcuni oggetti della vita quotidiana. Non si riscontra, però, alcun sintomo di demenza durante gli esami medici o da parte degli amici, della famiglia o dei colleghi.

Stadio 3: Deficit cognitivo leggero (questi sintomi permettono di diagnosticare in alcune persone, ma non in tutte, lo stadio precoce della malattia di Alzheimer)

Gli amici, la famiglia e i colleghi iniziano a notare alcuni disturbi. Nel corso di un esame medico approfondito, i medici sono capaci di individuare dei disturbi della memoria o della concentrazione. I problemi abitualmente riscontrati al terzo stadio comprendono: difficoltà manifeste a trovare la parola o il nome giusto, difficoltà a ricordarsi i nomi di persone incontrate di recente, una maggiore difficoltà a effettuare dei compiti in un contesto sociale o professionale, dimenticare qualcosa subito dopo averlo letto, perdere o sistemare nel posto sbagliato un oggetto di valore e maggiori difficoltà a pianificare o a organizzare.

 

Stadio 4: Deficit cognitivo moderato (stadio leggero o precoce della malattia di Alzheimer)

A questo stadio, un esame medico approfondito permette solitamente di individuare dei sintomi manifesti della malattia in diversi ambiti: dimenticare eventi recenti, alterazione della capacità di risolvere dei calcoli mentali (specialmente, contare per 7 a partire da 100), maggiori difficoltà nell‘eseguire dei compiti complessi (la preparazione di una cena per degli ospiti, il pagamento delle fatture o la gestione dei conti), dimenticare il proprio passato, sbalzi d‘umore o un‘estrema riservatezza, soprattuto in situazioni socialmente o mentalmente faticose.

Stadio 5: Deficit cognitivo moderatamente severo (stadio moderato o intermedio della malattia di Alzheimer)

Si percepiscono alcuni disturbi della memoria e del ragionamento e i malati hanno oramai bisogno di aiuto per le attività quotidiane. A questo stadio, le persone colpite dalla malattia di Alzheimer possono essere incapaci di ricordarsi il proprio indirizzo o numero di telefono, o ancora la scuola che hanno frequentato; possono essere disorientati sul piano spazio-temporale; avere difficoltà a risolvere dei problemi matematici semplici, come contare per 4 e per 2 a partire da 20; possono avere bisogno di aiuto per scegliere dei vestiti adatti alla stagione o a un‘occasione particolare; ma possono ancora ricordarsi alcuni eventi importanti della loro vita ed essere ancora autonomi per mangiare e andare al bagno.

 

Stadio 6: Deficit cognitivo severo (stadio moderatamente severo o intermedio della malattia di Alzheimer)

I disturbi della memoria continuano ad aggravarsi, possono manifestarsi dei cambiamenti della personalità e i malati hanno bisogno di un aiuto maggiore per le attività quotidiane. A questo stadio le persone possono non ricordarsi più di eventi recenti della loro vita o di quella del loro entourage; possono ricordare il loro nome, ma avere difficoltà a ricordare il loro passato; possono distinguere tra visi familiari e sconosciuti, ma non riuscire a ricordarsi il nome del proprio coniuge o del personale ospedaliero; possono avere bisogno di aiuto per vestirsi adeguatamente senza fare degli errori; possono avere disturbi importanti del ritmo del sonno; possono avere bisogno di aiuto per alcuni gesti inerenti alla toilette e soffrire sempre più di incontinenza; subire delle grandi trasformazioni della personalità e del comportamento, in particolare provare diffidenza, avere delle allucinazioni o presentare dei disturbi ossessivi compulsivi, come torcersi le dita o strappare della carta; avere tendenza a errare o a perdersi.

Stadio 7: Deficit cognitivo molto severo (stadio severo o avanzato della malattia di Alzheimer)

Durante la fase terminale della malattia, i malati non sono più capaci di interagire con il loro entourage, conversare, né controllare i loro gesti. Possono ancora pronunciare delle parole o delle frasi. A questo stadio, i malati hanno bisogno di un aiuto continuo per le attività quotidiane, come mangiare o andare in bagno. Possono non essere più capaci di sorridere, stare seduti e alzare la testa. I loro riflessi diventano anormali. I muscoli si irrigidiscono. Cominciano ad avere dei disturbi della deglutizione.

 

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Le farmacie come portale del sistema sanitario

L’ambito di attività delle farmacie è in piena evoluzione. Un recente studio effettuato su 1.200 abitanti dall’istituto di sondaggio gfs.bern, su richiesta della società a cui fanno capo i farmacisti svizzeri (PharmaSuisse), stila un bilancio della percezione che le popolazioni hanno delle farmacie, mettendo l’accento sul ruolo dei farmacisti e la fiducia nella loro attività e nei servizi proposti.

Le farmacie come primo punto di accesso al sistema sanitario

La maggioranza degli svizzeri considera le farmacie come un primo punto di contatto molto apprezzato, per via delle loro offerte vantaggiose e delle soluzioni semplici e rapide proposte. I farmacisti sono particolarmente sollecitati per problemi di salute minori e malattie senza complicazioni.

Gli abitanti del nostro paese danno prova di una grande fiducia nei confronti dei farmacisti, alla stregua di altri professionisti sanitari altamente qualificati come i medici e il personale ospedaliero.

Alcune domande sull’evoluzione del ruolo del farmacista nel futuro forniscono risposte particolarmente interessanti.

Si scopre così che il 48% delle persone intervistate sarebbe favorevole a un modello di assicurazione-malattia nel quale una prima chiarificazione dei problemi di salute avvenga in farmacia (contro il 44% contrario).

Inoltre, il 58% degli intervistati è totalmente d’accordo o piuttosto d’accordo sul fatto che i farmaci con obbligo di ricetta siano forniti dal farmacista senza consultazione medica, contro il 35% delle persone che è totalmente o piuttosto in disaccordo.

Questi elementi confermano che la maggioranza della popolazione considera le farmacie come un motore della riduzione dei costi sanitari. Le persone intervistate sollecitano alcune prestazioni molto concrete, come i controlli della pressione arteriosa e del tasso di colesterolo, o i vaccini. In maniera generale, il rapporto prezzo / prestazione in farmacia è giudicato come buono o molto buono dall’80% della popolazione.

Il controllo dei costi del nostro sistema sanitario resta al centro dei dibattiti politici, ed è quindi auspicabile che i risultati di questo studio siano presi in considerazione, a prescindere dagli interessi particolari dei diversi operatori sanitari (farmacisti, medici, ospedali,…), e che il ruolo dei farmacisti sia in futuro rinforzato.

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Viva le vacanze!

Sarete numerosi quest’estate a partire in vacanza. Qualunque sia la vostra destinazione, ecco alcune informazioni utili che vi permetteranno di approfittarne in totale serenità.

 

Come preparare bene le proprie vacanze in famiglia

Partire in viaggio con i figli senza mettere in pericolo la loro salute ed evitando al massimo le brutte sorprese è una priorità per tutti i genitori. Per rispondere alle domande che suscita la partenza per le vacanze, ecco i consigli del prof. Blaise Genton, primario al Reparto Malattie Infettive del CHUV e al Policlinico Medico Universitario di Losanna.

Si può viaggiare in qualsiasi parte del mondo con i bambini?

Si può andare ovunque, ma il tipo di soggiorno deve essere adatto al bambino, alla sua capacità di sopportare il calore, l‘altitudine e lo sforzo. Tuttavia, non si viaggia in aereo con un neonato di meno di sei settimane. In maniera generale, occorre prendere le precauzioni necessarie a garantire il comfort del bambino: è importante non esporlo al sole tra le 11.00 e le 15.00, proteggerlo bene dai raggi solari (abiti anti-UV, cappellino, occhiali da sole, crema solare) e dalle zanzare (che possono trasmettere malattie come la malaria, la dengue o la febbre gialla), dargli da bere regolarmente per evitare ogni rischio di disidratazione (che sopraggiunge più rapidamente nel bambino) e dar prova di buon senso. Non si cammina per chilometri nel deserto con un bambino piccolo! Anche le attività devono essere adatte alla sua resistenza fisica, in base all‘età.

Esistono delle restrizioni mediche legate alle condizioni di salute del bambino?

Possono essercene, come per gli adulti, ma i bambini soffrono meno di malattie croniche. Se necessario (per esempio, in caso di asma), bisogna avere con sé i medicamenti necessari, in quantità sufficiente e distribuiti in diverse borse (valigia e bagaglio a mano). Può anche essere utile fare redigere un certificato medico dal pediatra (o una ricetta) in cui siano indicate la malattia e le sostanze generiche contenute nei medicamenti prescritti.

 

Quali sono le altre precauzioni da prendere?

Nel caso in cui non si allatti il bebè al seno, occorre essere certi di poter preparare un biberon in qualsiasi momento e in condizioni igieniche soddisfacenti. Se sono previsti dei tragitti in automobile, bisogna procurarsi un seggiolino adatto all‘età del piccolo. In aereo, sono solitamente disponibili dei “baby-basket”. Durante la discesa (in previsione dell‘atterraggio), è consigliato di dare al bambino qualcosa da masticare o da succhiare, per equilibrare la pressione nelle orecchie. Se è un po‘ raffreddato, si consiglia di prevedere delle gocce nasali: la climatizzazione dell‘aereo può infatti seccare le mucose.

Che cosa bisogna fare se il bambino si ammala all‘estero?

È preferibile consultare rapidamente un medico. Al ritorno, in caso di febbre, bisogna andare immediatamente dal proprio pediatra. La malaria, ad esempio, si può curare molto bene, a condizione di essere trattati rapidamente!

È meno rischioso partire per un soggiorno breve piuttosto che per uno di lunga durata?

Non proprio. Contrariamente a quello che credono spesso i genitori, il bambino si adatta più facilmente quando il soggiorno è lungo. Ha il tempo di trovare dei punti di riferimento e delle abitudini, in particolare rispetto ai ritmi sonno-veglia.

Quando si programma un viaggio verso un paese lontano, quali vaccinazioni sono necessarie per i bambini?

Il bambino deve aver fatto i vaccini di routine. Per ricevere i vaccini contro le malattie tropicali, come ad esempio quello contro la febbre gialla, deve avere almeno nove mesi. Alcuni vaccini sono particolarmente raccomandati nei bambini (ad esempio, l‘antirabbico). Infatti, i bambini sono spesso attirati dagli animali che si incontrano e sono tentati di toccarli o giocarci insieme. Gli effetti indesiderati potenziali dei vaccini sono gli stessi che per gli adulti. La paura della puntura e la necessità, a volte, di fare diverse iniezioni, rimangono certamente i maggiori ostacoli.

Non partite senza una buona farmacia da viaggio

Ecco alcuni consigli preliminari per organizzare al meglio la borsa di medicinali. A seconda della destinazione, della vostra età o di quella dei vostri figli, o se soffrite di una patologia particolare, parlatene con il vostro dottore o il vostro farmacista. In alcuni casi, e anche se avete una salute di ferro, è necessario effettuare un trattamento preventivo (vaccini…). Adattate il contenuto della vostra borsa di medicinali alla destinazione e alla durata del viaggio, preferendo possibilmente i farmaci in forma solida (pastiglie, compresse, capsule).

Basandovi sulla tabella a lato, rivolgetevi al vostro farmacista per dei suggerimenti e per ottenere tutti i medicinali di cui potreste aver bisogno. Inoltre, in farmacia potrete trovare altri prodotti utili: compresse per disinfettare l‘acqua, preservativi, forbici, pinzette per le sopracciglia, spille da balia, coperte isotermiche, torce, calze elastiche a compressione graduata per gambe pesanti in caso di lunghi tragitti in aereo.

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Dissenteria in vacanza: un brutto souvenir?

Tra i problemi di salute più frequenti durante i viaggi all‘estero, la dissenteria, o diarrea del viaggiatore, occupa un posto particolare e può trasformare rapidamente una vacanza da sogno in un incubo. Ci sono delle regole elementari da seguire per cercare di evitarla e, fortunatamente, esistono delle cure efficaci.

La diarrea del viaggiatore è principalmente causata da batteri o virus presenti negli alimenti. Il cambiamento delle abitudini alimentari e la carenza d‘igiene contribuiscono a provocare la diarrea del viaggiatore. A seconda della destinazione, si stima che colpisca dal 20 al 50% dei viaggiatori. Generalmente, i sintomi (ad esempio, crampi addominali, nausea, febbre, sangue nelle feci e malessere generale) compaiono verso il terzo o il quarto giorno di viaggio. Di solito, la loro gravità è limitata e la loro durata è di circa quattro giorni. In caso di sintomi più gravi (forti dolori addominali, febbre alta, disidratazione), bisogna consultare immediatamente un dottore.

L‘igiene prima di tutto!

Cercate di rispettare al Massimo le seguenti misure igieniche: igiene personale: usate acqua potabile per lavarvi i denti, lavatevi le mani prima di mangiare e dopo essere andati in bagno; igiene alimentare: a) bollite l‘acqua non imbottigliata, non dotata di tappo o non disinfettata. Non mettete cubetti di ghiaccio nelle bibite. Per gli avventurieri, esistono delle capsule per disinfettare l‘acqua (ma il gusto non è memorabile!). Il latte e tutti i latticini devono essere pastorizzati; b) non consumate carne, pesce o frutti di mare crudi o poco cotti. Anche le verdure devono essere cotte. Sbucciate la frutta voi stessi e fate attenzione ai sorbetti.

Le soluzioni esistono

Se, malgrado tutte queste precauzioni, non siete riusciti a evitare la dissenteria, esistono delle soluzioni che possono aiutarvi a superare questo brutto momento. Occorre innanzitutto bere molta acqua, bevande zuccherate e, se necessario, bevande reidratanti, perché la diarrea causa una notevole perdita d‘acqua e di sali minerali e può portare alla disidratazione. Gli inibitori della motilità intestinale riducono il bisogno di andare in bagno. I probiotici agiscono sulle cause e sui sintomi della diarrea e possono ridurne la durata, ristabilendo la flora intestinale e regolarizzando la sua attività. Un medico può prescrire un trattamento antibiotico, se lo ritiene necessario.

 

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Viva le vacanze! (Parte 2)

Meduse, ricci di mare, pesci: cosa fare in caso di incontro ravvicinato con queste creature marine?

Nuotare nel mare, tuffarsi: attività molto piacevoli, ma non prive di rischi. Che cosa fare se ci si taglia con del corallo? O se si viene punti da una medusa, un riccio di mare o un pesce velenoso?

Vacanze al mare

Chi dice vacanze al mare, dice balneazione… e chi dice “coabitazione con la fauna acquatica “dice “punture, tagli e aculei piantati nei piedi”. Ecco una breve panoramica di alcuni “mali acquatici” e dei loro rimedi con il prof. Blaise Genton del Reparto Malattie Infettive al Centro Ospedaliero Universitario del Vaud (CHUV).

Contro le meduse, acqua calda

Innanzi tutto, siate prudenti. «Evitate le spiagge dove è segnalata la presenza di meduse – raccomanda il prof. Genton – e, allo stesso modo, osservate il mare prima di immergervi: le meduse si spostano solitamente in banchi. Infine, abiti come le magliette da surf utilizzate per proteggersi dal sole evitano la maggior parte delle punture». Se, nonostante queste precauzioni, siete stati punti, cominciate con il raschiare la pelle con un oggetto non tagliente, come una carta di credito. Ciò staccherà i tentacoli che la medusa potrebbe aver lasciato sulla pelle. Occorre poi immergere le zone colpite in acqua calda per mezzora. «Attenzione: non utilizzate acqua dolce fredda, perché potrebbe fare scoppiare le sacche di veleno rimaste nella pelle.

 

L‘acqua calda, invece, non deve superare i 45°C. L‘aumento della temperatura è prezioso: infatti, permette di sciogliere le proteine del veleno iniettato dalla medusa ». La puntura di medusa provoca dolore accompagnato da arrossamento sul punto in cui i suoi filamenti hanno toccato la pelle. Questi sintomi scompaiono in 24 – 48 ore. Una pomata al cortisone può alleviare il dolore.

Ricci di mare all‘aceto Ci si protegge dai ricci di mare con dei sandali o stivaletti subacquei… e soprattutto facendo attenzione a dove si mettono i piedi. I ricci sono di dimensioni diverse. Alcuni sono velenosi e la loro puntura sarà un po‘ più dolorosa. «Curare una puntura di riccio è semplice, – dice lo specialista. Estraete prima di tutto gli aculei più grossi, poi immergete per mezzora le parti del corpo interessate nell‘aceto. Gli aculei sono calcarei e l‘aceto li scioglierà ». Se la parte del corpo colpita non è facilmente immergibile, si possono applicare sulla zona delle compresse imbevute di aceto.

Pesci da evitare

I pesci velenosi variano secondo le regioni. In Europa, si trovano le tracine e diverse razze. Nel Pacifico e nell‘oceano Indiano, le minacce sono rappresentate dalle razze, dai pesci scorpione e dai pesci pietra (la puntura di questi ultimi causa un dolore terribile). Nessuno di questi pesci è mortale per l‘uomo, tranne alcuni casi eccezionali nel bambino. «Se vi hanno avvertito che questi pesci sono presenti nella vostra zona di balneazione, guardate attentamente dove posate i piedi – consiglia il prof. Genton. I pesci pietra, per esempio, si mimetizzano in maniera efficace, ma possono essere visti se si osserva con attenzione. Lo stesso vale per le razze. I pesci scorpione, invece, pungono piuttosto i subacquei.»

 

I diversi tipi di veleno di questi pesci sono detti termolabili, cioè che sono distrutti dal calore. Il trattamento in caso di puntura è quindi analogo a quello delle punture di medusa. Occorre applicare dell‘acqua (più calda possibile), fino a un‘ora e mezza in caso di puntura di pesce pietra.

Coralli taglienti

I tagli dovuti al corallo sono frequenti nei subacquei inesperti e tra gli snorkeler principianti. Blaise Genton spiega che «durante l‘immersione, questi ultimi si agitano spesso, dimenticando ciò che li circonda, o cercano di appoggiarsi per sistemare la maschera e si tagliano». Una tuta abbastanza spessa (per i sub) e pinne e calzari (per gli snorkeler) limitano i danni. Tuttavia, «il consiglio più importante è di controllare il galleggiamento, imparando ad effettuare delle buone immersioni», precisa il medico. Se ci si taglia, la pelle si irrita rapidamente, perché il corallo libera delle spore. Anche in questo caso, occorre sciacquare con acqua calda. Queste ferite rischiano di infettarsi e vanno seguite da vicino. Per via del rigonfiamento progressivo, è normale che le ferite diano inizialmente l‘impressione di peggiorare. Senza un miglioramento visibile dopo quattro o cinque giorni, occorre procedere a un trattamento antibiotico. La guarigione totale dei tagli necessita una quindicina di giorni.

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Il corso dell’euro in questione

Dall’annuncio, il 15 gennaio scorso, dell’abbandono della soglia minima nel tasso di cambio del franco svizzero (1,20 CHF per 1 euro) da parte della Banca Nazionale Svizzera, questa questione è sulla bocca di tutti e, in alcuni settori della nostra economia, le conseguenze non si sono fatte attendere. Ci preoccupiamo tutti di sapere se faremo parte dei vincitori o dei perdenti in questa operazione, ma da allora il corso dell’euro è leggermente risalito. Ci è sembrato interessante considerare la questione dal punto di vita della Farmacia.

 

Che cosa pensare del prezzo dei farmaci?

Quando si parla di farmaci, occorre pensare al mercato farmaceutico e al suo impatto complessivo sulla nostra economia. Attualmente, la Svizzera esporta molti più medicamenti di quanti ne importi. La bilancia commerciale pende per oltre 40 miliardi di franchi in favore delle esportazioni, all‘incirca metà delle quali verso l’Unione Europea. Quindi, all‘interno dell’industria farmaceutica, bisogna distinguere le aziende importatrici, che usufruiranno di un corso di cambio più favorevole, dalle aziende esportatrici, che dovranno fare fronte alla pressione dei loro “acquirenti”, in gran parte europei.

Il meccanismo di regolazione dei prezzi dei farmaci rimborsati, in Svizzera, prevede una revisione regolare dei prezzi basata sul prezzo medio nei paesi vicini (Francia, Germania, Italia, Austria, Paesi Bassi, Danimarca, Regno Unito): ogni tre anni per i farmaci brevettati e ogni due anni per quelli il cui brevetto è scaduto. Oggi, il tasso di cambio

 

per il confronto dei prezzi è di 1,24 franchi svizzeri per 1 euro; ma, se il corso dell‘euro si stabilizza su valori più bassi, dovrà probabilmente essere ridotto. I prezzi dei medicamenti rimborsati sono “prezzi amministrati”, cioè sono oggetto di una decisione dell‘Ufficio Federale della Salute Pubblica (OFSP), in seguito ad una negoziazione con il fabbricante. Per i farmaci non rimborsati, i prezzi sono liberi.

 

Il cliente in farmacia: vincente o perdente?

Contrariamente a quanto avete potuto leggere nei giornali, un gran numero di fornitori di prodotti terapeutici ha abbassato il prezzo. Ciò riguarda essenzialmente i medicamenti non rimborsati. Questi cali di prezzo gioveranno certamente ai clienti delle farmacie.

Per quanto riguarda i medicamenti rimborsati, abbiamo assistito ad un calo costante dal 2006 a causa della perdita dei brevetti (sostituzione dei medicamenti originali con dei farmaci generici) e del confronto con i prezzi praticati nei paesi vicini. Questa tendenza al ribasso dovrebbe proseguire e potrebbe anche intensificarsi per i farmaci generici. Al contrario, i nuovi medicamenti introdotti sul mercato (fatto sempre più raro) hanno un prezzo elevato, considerato come un premio all‘innovazione che permette al fabbricante di coprire le spese di ricerca (si stima a circa 1 miliardo di franchi il costo della ricerca per un nuovo farmaco). Globalmente, tenendo conto di quanto enunciato sopra, il cliente in farmacia potrà trarre profitto dalla diminuzione del valore dell’Euro rispetto al franco svizzero.

 

E il vostro farmacista?

La remunerazione del farmacista sulla vendita dei medicamenti comporta, in sintesi, due elementi principali: il primo è direttamente legato al prezzo del farmaco venduto (margine di distribuzione); il secondo è legato all‘atto di dispensazione (le famose tasse RBP) e retribuisce il consiglio del farmacista. I costi fissi legati alla gestione di una farmacia (stipendi, affitto, amministrazione, ecc.) rappresentano una grandissima parte degli oneri, il 60% dei quali sono costituiti dagli stipendi. I costi variabili (immobilizzazione degli stock, …) rappresentano soltanto una piccola parte delle spese. Così, per il compimento di uno stesso lavoro e per gli stessi oneri fissi, un calo del prezzo dei farmaci corrisponde ad un calo di reddito per il farmacista. Questa situazione è stata confermata da uno studio del KOF (Centro di Ricerche Congiunturali del Politecnico Federale di Zurigo) nel quale si mostra che oltre un terzo delle farmacie in Svizzera non è più redditizio.

pharmacist working with the computer

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