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La sanità digitale (eHealth)

Nel 2007, il Consiglio Federale ha presentato e adottato una “strategia per una società dell‘informazione”, sottolineando l’importanza crescente della “cyberamministrazione” e particolarmente del capitolo dedicato alla salute, la cybersanità, o “eHealth”. In quell’occasione, furono proposti ventuno obiettivi e un calendario, le cui ultime tappe dovrebbero essere realizzate alla fine del 2015. Allo stesso tempo, l’evoluzione delle tecnologie dell’informazione, con la generalizzazione del Web 2.0 e lo sviluppo ultrarapido della mobilità dei dati (tablet, smartphone), ha aperto nuove prospettive, anche nell’ambito della salute.

 

Gli obiettivi della strategia eHealth per il nostro paese sono stati raggruppati in due categorie principali:

Cartella elettronica del paziente: la sfida maggiore di questo progetto è di poter garantire la protezione dei dati. Spetta al paziente interessato decidere a chi comunicare i dati sulla sua salute; è stata infatti espressa una certa diffidenza, in particolare per quanto riguarda le casse malati (e la loro strategia di selezione dei rischi). L’obiettivo fissato per la fine di quest‘anno è il seguente: tutte le persone residenti in Svizzera, a prescindere da quanto tempo e dove, potranno accordare ai prestatori da loro prescelti l‘accesso elettronico alle informazioni necessarie al trattamento dei dati. Se ben costituita, la cartella elettronica del paziente presenta numerosi vantaggi. Dovrebbe garantire la qualità del processo di cura, grazie a una migliore comunicazione tra tutte le persone coinvolte, oltre a rendere i trattamenti più sicuri e più efficaci, contribuendo a evitare errori Medici.

 

Portale pubblico sulla salute: la cartella elettronica del paziente sarà messa a disposizione su un portale sanitario sicuro, che permetterà a tutti i cittadini di accedere solamente alla propria cartella elettronica e di consultare delle informazioni specifiche e strutturate. Si tratta principalmente di garantire la sicurezza informatica e la prevenzione dei rischi legati alla sicurezza dei dati e al pirataggio.

Infine, la Confederazione si è impegnata a sviluppare una certa cultura dello scambio di informazioni, garantendo la formazione continua della popolazione svizzera affinché sia in misura di gestire le informazioni  riguardo la salute e la malattia, nonché i dati personali.

Su quest‘ultimo punto, un‘azione concreta è necessaria. I giganti dell‘industria digitale (come Google e Apple) investono in maniera massiccia per permettere a tutti di misurare in tempo reale alcuni parametri in relazione con la salute. Per esempio, l‘orologio intelligente di Apple, che sarà messo in commercio quest‘anno, sarà munito di vari sensori capaci di misurare la frequenza cardiaca, gli sforzi effettuati, le calorie bruciate, e così via. Questi dati saranno analizzati in relazione all‘età, l‘altezza, il peso, le abitudini, il comportamento alimentare e altri elementi ancora, e dovrebbero permettere di fornire informazioni sulle nostre condizioni fisiche.

Che cosa faremo di tutti questi dati? Saranno davvero coerenti? Saremo capaci di interpretarli in maniera corretta? Come saranno immagazzinati? Esiste un quadro giuridico in grado di regolarne lo stoccaggio? La tentazione non sarà troppo forte, per queste società, di utilizzare questi dati a scopi commerciali, o perlomeno a fini pubblicitari? Queste nuove tecnologie rappresentano delle incredibili opportunità, a condizione però che siano innanzi tutto al servizio della medicina e della salute.

 

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