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Il sole è di ritorno: gesti semplici per proteggere la pelle

Nonostante le campagne preventive e le giornate dedicate allo screening, non cambia nulla: i tumori della pelle sono in aumento costante in Svizzera, e il loro numero raddoppia ogni venti anni. In questo ambito, il nostro paese detiene persino il triste record europeo, dopo la Norvegia. Eppure, per evitare la comparsa di questi tumori, nella maggior parte dei casi basterebbe proteggersi dal sole e limitare le sedute di solarium.

Capitale solare

Quando si parla di tumori della pelle, si pensa immediatamente a quelle macchie brune di forma irregolare che caratterizzano il melanoma. Si tratta in effetti del cancro cutaneo «più pericoloso, perché le sue metastasi possono raggiungere rapidamente i gangli e l’apparato linfatico e sanguigno», spiega Renato Panizzon, ex responsabile del servizio di dermatologia del CHUV.

Però, esistono due altre forme di tumori della pelle, molto più frequenti, ma meno gravi: i carcinomi basocellulari e spinocellulari, che si presentano come «piccoli noduli che diventano progressivamente più grandi, e hanno una superficie liscia (i primi) o ruvida (i secondi)», precisa il professore onorario delle Università di Losanna e Ginevra. Hanno un’evoluzione più lenta rispetto al melanoma e compaiono principalmente dai cinquant’anni in poi.

Qualunque sia la loro forma, l’80% dei casi di tumore cutaneo è provocato dall’esposizione ai raggi ultravioletti; il 20% restante è di origine genetica o dovuto a cause ancora ignote. Nasciamo infatti con un “capitale solare” che ci permette di lottare contro gli effetti nocivi dei raggi ultravioletti (UV). Quando tale patrimonio è esaurito, la pelle non può più proteggersi contro le aggressioni e la riparazione delle cellule danneggiate è inefficace o impossibile.

Scegliere con cura la crema solare

Per evitare di giungere a questo stadio, bisogna proteggere la pelle dai raggi del sole. «Ciò non significa che bisogna rinunciare ad esporsi al sole» sottolinea Renato Panizzon. «Occorre piuttosto adottare il comportamento degli abitanti dei paesi mediterranei ed evitare di farlo tra le 11.00 e le 15.00». Quando il sole splende intensamente, è meglio restare all’ombra, indossare una maglietta, dei pantaloncini e un cappello, senza dimenticare di mettere degli occhiali da sole per proteggere gli occhi. E infine, spalmare crema solare sulle parti del corpo non protette.

A tale proposito, il professore onorario raccomanda prodotti che contengano filtri fisici, nei quali si trovano alcuni micro-pigmenti. Certo, hanno l’inconveniente di lasciare sulla pelle una sottile pellicola biancastra, ma sono meno nocivi per l’essere umano e l’ambiente rispetto ai filtri chimici che, peraltro, possono provocare delle allergie. Non basta però applicare la crema al mattino, prima di andare in spiaggia o di partire in escursione, perché con l’azione del vento, dell’acqua e del sudore le creme solari perdono a poco a poco l’effetto protettivo.

Doppia razione di raggi UV

Il sole non è comunque l’unico in causa: anche i frequentatori del solarium sono esposti agli ultravioletti. Essi ricevono soprattutto dei raggi UVA, che sono meno nocivi rispetto agli UVB, ma «anch’essi, alla lunga, favoriscono lo sviluppo dei tumori alla pelle», commenta il dermatologo. Perché, contrariamente a quanto pretendano i promotori di lampade abbronzanti, «non esistono ‘raggi buoni’. Gli ultravioletti rimangono ultravioletti». Inoltre, i consumatori di abbronzatura artificiale sono le stesse persone che amano poi esporsi al sole, ricevendo quindi una “doppia razione” di UV. Poiché le donne di età compresa tra i quindici e i trentacinque anni sono le più numerose a frequentare i solarium, si può temere che «l’aumento dei tumori della pelle sia ancora più elevato nella popolazione femminile». Lo specialista consiglia quindi alle donne di evitare il solarium, «non solo a causa del tumore cutaneo, ma anche per evitare che la loro pelle non finisca per somigliare alla buccia di una ‘prugna secca’».

Se si scoprono sulla pelle macchie sospette, bisogna consultare velocemente un dermatologo e, soprattutto in caso di melanoma, farsi trattare il più rapidamente possibile, perché più il tumore diventa grande, più diventa pericoloso. Invece, se viene estirpato precocemente, il «tasso di guarigione si avvicina al 100%». D’altra parte, le donne hanno «un pronostico migliore, in particolare perché fanno più rapidamente appello a un medico, rispetto agli uomini». Renato Panizzon consiglia di «esaminare la schiena del/la partner e, in caso di dubbio, di inviarlo/a presso un dermatologo».

Fonte: www.planetesante.ch