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Rilassatevi!

back hurt

Mal di schiena al lavoro? Prendetevi cura di voi!

Il mal di schiena è sempre più diffuso nelle nostre società. In causa: la sedentarietà della popolazione.

Dedicando un poco più di tempo al proprio corpo, una o due ore alla settimana, questo problema sarebbe molto meno frequente. Pochi esercizi di ginnastica o di nuoto basterebbero infatti a mantenere in forma la schiena, che subisce il ritmo quotidiano.

E che ritmo! Per la maggior parte delle persone, lavorare è sinonimo di immobilità. Stare seduti tutta la giornata dietro una scrivania causerebbe dolori sempre più importanti, di cui ci si può sbarazzare seguendo alcuni consigli pratici.

Tre consigli per riguardarvi:

  1. Fate in modo di non trascorrere otto ore seduti alla postazione di lavoro senza muovervi. Si raccomanda di alzarsi almeno una volta ogni ora.
  2. Pensate a sedervi bene. Non dovete per forza ricorrere a una sedia particolare. In compenso, essa deve essere a un’altezza adeguata in modo che le ginocchia e le anche formino un angolo retto. Dovete inoltre assicurarvi di tenere la schiena diritta, sedendovi in fondo alla sedia, e non avere il dorso incurvato.
  3. Infine, il piano di lavoro deve permettervi di stare seduti ad angolo retto, prevedendo che lo schermo del computer sia all’altezza del viso, per non dover abbassare o alzare troppo spesso gli occhi.

Malgrado questi consigli, è possibile che soffriate ancora di mal di schiena. Che fare in questo caso? La maggior parte dei dolori non sono specifici e finiscono per scomparire naturalmente, ma per evitare il peggio, l’ideale è di poter disporre di una buona muscolatura e di una certa tonicità dei tessuti, donde la necessità di fare degli esercizi fisici. Se i dolori persistono è possibile che siano dovuti a un problema più grave, come un’affezione discale, muscolare o a dell’artrosi. In questo caso, dovete consultare un medico.

La schiena ha bisogno di sostegno

A che cosa sono dovuti quei leggeri dolori dorsali che sentiamo tutti a un momento o un altro della vita? Si tratta semplicemente di una mancanza di sostegno della schiena.

Nell’anatomia umana, la schiena è un’entità complessa. È composta da vertebre, dischi e articolazioni, circondate da muscoli, tendini e legamenti, e può essere vittima di piccole ferite o dei carichi che manipoliamo, e anche del tempo che passa. Ecco perché merita un’attenzione particolare.

Che cos’è il training autogeno?

L’espressione “training autogeno” significa “allenarsi da sé”. Si tratta di una tecnica di rilassamento profonda, affine all’ipnosi nel senso che utilizza la suggestione e la concentrazione per eliminare qualsiasi fonte di stress. Come indica il suo nome, il training autogeno è un vero e proprio allenamento che richiede una pratica regolare e intensa.

Gli esercizi di base sono molto semplici. Possono essere appresi su un libro o anche su Internet. Gli esercizi più complessi, sotto la supervisione di un terapeuta, hanno scopi psicoterapici e permettono di raggiungere il piano emotivo e quello psichico.

Come rilassarsi in sei tappe

Una delle basi del metodo consiste nel distendersi evocando delle sensazioni di pesantezza e di calore in diverse parti del corpo. Il primo livello comprende una serie di sei esercizi da praticare in maniera progressiva per un periodo che può variare da due a sei mesi. All’inizio, cinque minuti al giorno sono sufficienti; al termine, gli esercizi quotidiani necessitano venti o trenta minuti.

Seduti o sdraiati, con gli occhi chiusi, si comincia utilizzando una formula d’intenzione per lanciare il processo di rilassamento. Potrebbe trattarsi, ad esempio, di: «Mi sento perfettamente calmo/a». Non è la volontà a intervenire, ma l’inconscio che agisce sul corpo tramite la mente. Poi si ripetono delle formule per ciascuno degli esercizi e ci si concentra sulle sensazioni provate.

Il rilassamento e la ripetizione delle formule provocano uno stato simile all’ipnosi e alla meditazione. Le sei tappe permettono di distendere successivamente i muscoli, il sistema vascolare, il cuore, la respirazione, gli organi addominali e la testa. I benefici sono molto interessanti: riduzione dello stress e delle sue molteplici conseguenze nocive, controllo del dolore, miglioramento della concentrazione, della qualità del sonno, della circolazione sanguigna, della capacità respiratoria e del ritmo cardiaco.

Gli esercizi sono anche utilizzati come strumenti psicoterapeutici. In questo caso, è necessaria l’esperienza di un professionista. Questa tappa mette l’accento sull’introspezione interiore piuttosto che sulle sensazioni fisiche. Il terapeuta utilizza la visualizzazione (oggetti, colori, rappresentazioni astratte), la meditazione e delle formule di autosuggestione adatte al problema del paziente. Gli esperti raccomandano diversi mesi di pratica del training autogeno, prima di intraprendere la psicoterapia autogena.