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Una vera pista contro la malattia di Alzheimer?

Nel mondo, circa 45 milioni di pazienti ne soffrono e, secondo alcune previsioni, questo numero dovrebbe triplicare entro il 2050. Nonostante gli sforzi e gli investimenti considerevoli messi in atto da decenni per trovare una terapia che permetta di contenere la progressione di questa malattia, finora sono stati ottenuti pochi risultati probanti. Nello stesso periodo, la ricerca sulle malattie cardiovascolari e sul cancro ha fatto dei progressi notevoli.

 

Tuttavia, alcuni risultati incoraggianti pubblicati l‘estate scorsa autorizzano nuove speranze per la cura della malattia di Alzheimer. Una nuova categoria di molecole, gli anticorpi monoclonali, è oggetto di tre ricerche cliniche importanti, condotte da grandi laboratori farmaceutici tra cui lo svizzero Roche che collabora con AC Immune di Losanna. Nei pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer, all‘interno del cervello si formano degli aggregati (placche) di una proteina chiamata beta amiloide. Queste placche cerebrali furono scoperte nel 1906 dal Dr Alois Alzheimer che, in seguito a un‘autopsia, osservò delle macchie sospette nel cervello di una paziente defunta. Tali aggregati o placche possono bloccare la comunicazione tra le cellule cerebrali e condurre alla morte cellulare. Il sistema immunitario è incapace di eliminare queste cellule, perché non le riconosce. I nuovi farmaci attualmente in fase di test aiuteranno ad attaccare queste placche. Quando gli anticorpi si fisseranno agli aggregati, essi saranno riconosciuti dal sistema immunitario che potrà quindi eliminarli. Le ricerche cliniche sono entrate oggi nella terza fase (test su pazienti malati) e si stima che un farmaco potrebbe essere commercializzato nel corso dei prossimi cinque anni. Alcune ricerche su molecole dello stesso tipo entrano adesso in fase clinica per tentare di combattere la perdita di memoria, sintomo ben noto della malattia di Alzheimer. Il sogno più grande resta quello di un vaccino che eviti la comparsa della malattia, ma per ora non è ancora d‘attualità.

I sette stadi della malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer si sviluppa e progredisce con il passare del tempo. Gli esperti hanno definito una serie di “stadi” per descrivere i cambiamenti osservati in una persona colpita dalla malattia di Alzheimer, fino a uno stadio avanzato.

Gli stadi descritti qui di seguito danno un‘idea generale della maniera in cui le capacità di una persona si degradano nel corso della malattia. I sintomi e l‘evoluzione della malattia di Alzheimer possono variare considerevolmente da un individuo all‘altro.

Stadio 1: Nessuna deficienza (funzioni normali)

La persona non presenta nessun disturbo della memoria. Nel corso di un colloquio con un professionista sanitario, non si riscontra alcun sintomo di demenza.

Stadio 2: Deficit cognitivo molto leggero (che può essere legato all‘età o ai primi segni della malattia di Alzheimer)

A volte, la persona ha l’impressione di avere dei vuoti di memoria, di dimenticare delle parole comuni o il posto dove si trovano alcuni oggetti della vita quotidiana. Non si riscontra, però, alcun sintomo di demenza durante gli esami medici o da parte degli amici, della famiglia o dei colleghi.

Stadio 3: Deficit cognitivo leggero (questi sintomi permettono di diagnosticare in alcune persone, ma non in tutte, lo stadio precoce della malattia di Alzheimer)

Gli amici, la famiglia e i colleghi iniziano a notare alcuni disturbi. Nel corso di un esame medico approfondito, i medici sono capaci di individuare dei disturbi della memoria o della concentrazione. I problemi abitualmente riscontrati al terzo stadio comprendono: difficoltà manifeste a trovare la parola o il nome giusto, difficoltà a ricordarsi i nomi di persone incontrate di recente, una maggiore difficoltà a effettuare dei compiti in un contesto sociale o professionale, dimenticare qualcosa subito dopo averlo letto, perdere o sistemare nel posto sbagliato un oggetto di valore e maggiori difficoltà a pianificare o a organizzare.

 

Stadio 4: Deficit cognitivo moderato (stadio leggero o precoce della malattia di Alzheimer)

A questo stadio, un esame medico approfondito permette solitamente di individuare dei sintomi manifesti della malattia in diversi ambiti: dimenticare eventi recenti, alterazione della capacità di risolvere dei calcoli mentali (specialmente, contare per 7 a partire da 100), maggiori difficoltà nell‘eseguire dei compiti complessi (la preparazione di una cena per degli ospiti, il pagamento delle fatture o la gestione dei conti), dimenticare il proprio passato, sbalzi d‘umore o un‘estrema riservatezza, soprattuto in situazioni socialmente o mentalmente faticose.

Stadio 5: Deficit cognitivo moderatamente severo (stadio moderato o intermedio della malattia di Alzheimer)

Si percepiscono alcuni disturbi della memoria e del ragionamento e i malati hanno oramai bisogno di aiuto per le attività quotidiane. A questo stadio, le persone colpite dalla malattia di Alzheimer possono essere incapaci di ricordarsi il proprio indirizzo o numero di telefono, o ancora la scuola che hanno frequentato; possono essere disorientati sul piano spazio-temporale; avere difficoltà a risolvere dei problemi matematici semplici, come contare per 4 e per 2 a partire da 20; possono avere bisogno di aiuto per scegliere dei vestiti adatti alla stagione o a un‘occasione particolare; ma possono ancora ricordarsi alcuni eventi importanti della loro vita ed essere ancora autonomi per mangiare e andare al bagno.

 

Stadio 6: Deficit cognitivo severo (stadio moderatamente severo o intermedio della malattia di Alzheimer)

I disturbi della memoria continuano ad aggravarsi, possono manifestarsi dei cambiamenti della personalità e i malati hanno bisogno di un aiuto maggiore per le attività quotidiane. A questo stadio le persone possono non ricordarsi più di eventi recenti della loro vita o di quella del loro entourage; possono ricordare il loro nome, ma avere difficoltà a ricordare il loro passato; possono distinguere tra visi familiari e sconosciuti, ma non riuscire a ricordarsi il nome del proprio coniuge o del personale ospedaliero; possono avere bisogno di aiuto per vestirsi adeguatamente senza fare degli errori; possono avere disturbi importanti del ritmo del sonno; possono avere bisogno di aiuto per alcuni gesti inerenti alla toilette e soffrire sempre più di incontinenza; subire delle grandi trasformazioni della personalità e del comportamento, in particolare provare diffidenza, avere delle allucinazioni o presentare dei disturbi ossessivi compulsivi, come torcersi le dita o strappare della carta; avere tendenza a errare o a perdersi.

Stadio 7: Deficit cognitivo molto severo (stadio severo o avanzato della malattia di Alzheimer)

Durante la fase terminale della malattia, i malati non sono più capaci di interagire con il loro entourage, conversare, né controllare i loro gesti. Possono ancora pronunciare delle parole o delle frasi. A questo stadio, i malati hanno bisogno di un aiuto continuo per le attività quotidiane, come mangiare o andare in bagno. Possono non essere più capaci di sorridere, stare seduti e alzare la testa. I loro riflessi diventano anormali. I muscoli si irrigidiscono. Cominciano ad avere dei disturbi della deglutizione.