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Viva le vacanze! (Parte 2)

Meduse, ricci di mare, pesci: cosa fare in caso di incontro ravvicinato con queste creature marine?

Nuotare nel mare, tuffarsi: attività molto piacevoli, ma non prive di rischi. Che cosa fare se ci si taglia con del corallo? O se si viene punti da una medusa, un riccio di mare o un pesce velenoso?

Vacanze al mare

Chi dice vacanze al mare, dice balneazione… e chi dice “coabitazione con la fauna acquatica “dice “punture, tagli e aculei piantati nei piedi”. Ecco una breve panoramica di alcuni “mali acquatici” e dei loro rimedi con il prof. Blaise Genton del Reparto Malattie Infettive al Centro Ospedaliero Universitario del Vaud (CHUV).

Contro le meduse, acqua calda

Innanzi tutto, siate prudenti. «Evitate le spiagge dove è segnalata la presenza di meduse – raccomanda il prof. Genton – e, allo stesso modo, osservate il mare prima di immergervi: le meduse si spostano solitamente in banchi. Infine, abiti come le magliette da surf utilizzate per proteggersi dal sole evitano la maggior parte delle punture». Se, nonostante queste precauzioni, siete stati punti, cominciate con il raschiare la pelle con un oggetto non tagliente, come una carta di credito. Ciò staccherà i tentacoli che la medusa potrebbe aver lasciato sulla pelle. Occorre poi immergere le zone colpite in acqua calda per mezzora. «Attenzione: non utilizzate acqua dolce fredda, perché potrebbe fare scoppiare le sacche di veleno rimaste nella pelle.

 

L‘acqua calda, invece, non deve superare i 45°C. L‘aumento della temperatura è prezioso: infatti, permette di sciogliere le proteine del veleno iniettato dalla medusa ». La puntura di medusa provoca dolore accompagnato da arrossamento sul punto in cui i suoi filamenti hanno toccato la pelle. Questi sintomi scompaiono in 24 – 48 ore. Una pomata al cortisone può alleviare il dolore.

Ricci di mare all‘aceto Ci si protegge dai ricci di mare con dei sandali o stivaletti subacquei… e soprattutto facendo attenzione a dove si mettono i piedi. I ricci sono di dimensioni diverse. Alcuni sono velenosi e la loro puntura sarà un po‘ più dolorosa. «Curare una puntura di riccio è semplice, – dice lo specialista. Estraete prima di tutto gli aculei più grossi, poi immergete per mezzora le parti del corpo interessate nell‘aceto. Gli aculei sono calcarei e l‘aceto li scioglierà ». Se la parte del corpo colpita non è facilmente immergibile, si possono applicare sulla zona delle compresse imbevute di aceto.

Pesci da evitare

I pesci velenosi variano secondo le regioni. In Europa, si trovano le tracine e diverse razze. Nel Pacifico e nell‘oceano Indiano, le minacce sono rappresentate dalle razze, dai pesci scorpione e dai pesci pietra (la puntura di questi ultimi causa un dolore terribile). Nessuno di questi pesci è mortale per l‘uomo, tranne alcuni casi eccezionali nel bambino. «Se vi hanno avvertito che questi pesci sono presenti nella vostra zona di balneazione, guardate attentamente dove posate i piedi – consiglia il prof. Genton. I pesci pietra, per esempio, si mimetizzano in maniera efficace, ma possono essere visti se si osserva con attenzione. Lo stesso vale per le razze. I pesci scorpione, invece, pungono piuttosto i subacquei.»

 

I diversi tipi di veleno di questi pesci sono detti termolabili, cioè che sono distrutti dal calore. Il trattamento in caso di puntura è quindi analogo a quello delle punture di medusa. Occorre applicare dell‘acqua (più calda possibile), fino a un‘ora e mezza in caso di puntura di pesce pietra.

Coralli taglienti

I tagli dovuti al corallo sono frequenti nei subacquei inesperti e tra gli snorkeler principianti. Blaise Genton spiega che «durante l‘immersione, questi ultimi si agitano spesso, dimenticando ciò che li circonda, o cercano di appoggiarsi per sistemare la maschera e si tagliano». Una tuta abbastanza spessa (per i sub) e pinne e calzari (per gli snorkeler) limitano i danni. Tuttavia, «il consiglio più importante è di controllare il galleggiamento, imparando ad effettuare delle buone immersioni», precisa il medico. Se ci si taglia, la pelle si irrita rapidamente, perché il corallo libera delle spore. Anche in questo caso, occorre sciacquare con acqua calda. Queste ferite rischiano di infettarsi e vanno seguite da vicino. Per via del rigonfiamento progressivo, è normale che le ferite diano inizialmente l‘impressione di peggiorare. Senza un miglioramento visibile dopo quattro o cinque giorni, occorre procedere a un trattamento antibiotico. La guarigione totale dei tagli necessita una quindicina di giorni.